| Mobilità "sostenibile": grandi manovre |
| Mercoledì 04 Agosto 2010 06:42 |
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Basta consultare il sito ufficiale mobilityweek.eu alla pagina dei coordinatori nazionali per constatare l’assenza. Il Ministero dell’Ambiente preferisce occuparsi di mobilità “sostenibile” proponendo per la primavera del 2011 l'organizzazione della “Conferenza sulla Comunicazione della Mobilità Sostenibile” e allo scopo è stato costituito il “Gruppo Mob”, nato con l’obiettivo di “sostenere con idee, iniziative e supporti scientifici l'attività di comunicazione del Ministero dell’Ambiente nell'ambito delle attività della diffusione della cultura della mobilità sostenibile. Il gruppo è aperto alla partecipazione di tutti i soggetti che hanno conoscenze, tecniche, scientifiche e professionali in grado di fornire adeguati contributi alla diffusione della cultura della mobilità sostenibile”. Ne fanno parte al momento: Gabriele Grea, Certet Bocconi, Edoardo Croci, Iefe Bocconi, Mario Molteni, Altis Cattolica Milano; Fabio Casiroli, Politecnico Milano; Andrea Cerroni, Macsis Bicocca; Giorgio Beghella, Monza Research Institute/Autodromo di Monza; Andrea Baracco, Low Impact; Barbara Covili, Mobility Tech. Anche l’UNESCO intende occuparsi di mobilità e lo fa proponendo una propria settimana dall’ 8 al 14 novembre 2010 con l’intento –si legge nel comunicato- di “diffondere le competenze, le sensibilità, le conoscenze e le capacità necessarie a costruire nuovi modi di interpretare e vivere gli spazi collettivi che riescano a soddisfare le esigenze di spostamento e di fruizione delle società contemporanee senza compromettere la vivibilità, la salute e le risorse vitali per l’umanità”. Le iniziative dovranno affrontare uno o più dei seguenti aspetti: • promozione di forme di mobilità alternativa: aree ciclabili, promozione dell’uso della bicicletta, bike-sharing, aree pedonali, scuolabus a piedi etc; • riduzione della congestione: pedaggi urbani, limitazioni della circolazione, tariffazioni, car sharing, car pooling, piani aziendali di spostamento casa/lavoro, tecnologie per la gestione dei flussi veicolari, trasporto inter-modale etc; • promozione e potenziamento del trasporto pubblico/collettivo pulito, ivi incluso quello ferroviario e marittimo, • veicoli ecologici, nuove tecnologie e fonti energetiche alternative; • salute e sicurezza: rapporto tra traffico, inquinamento e salute, percorsi sicuri casa-scuola e casalavoro, riduzione dell’incidentalità, benefici salutari del trasporto non motorizzato, protezione dall’inquinamento delle aree pedonali e ciclabili etc; • pianificazione urbana/territoriale integrata e governance partecipata; • gestione e razionalizzazione dei flussi turistici nei centri storici e in aree ad elevato ecologico e/o culturale; eco-turismo; escursionismo urbano; • sistemi di telelavoro; • consumi e alimentazione a “chilometri 0”; • cambiamenti climatici e riduzione CO2. Un palese doppione, a poco più di un mese, della Settimana Europea della Mobilità che, unitamente all’iniziativa presa dal Ministero dell’Ambiente, rende evidente la dispersione di forze e risorse nonché la mancanza di un coordinamento centrale sul tema. |

Mentre in tutta Europa si stanno definendo gli ultimi particolari organizzativi del grande appuntamento della Mobility Week, giunta quest’anno alla nona edizione (e ricordiamo che si parla di settimana della mobilità dando per scontato il carattere di sostenibilità), in Italia si continua ad ignorare a livello ministeriale questo evento lasciando agli Enti Locali il compito di autorganizzarsi.



