In questi giorni dominati dall’emergenza inquinamento nelle città vale la pena ricordare un paio di cose:
a) in auto si respirano più inquinanti rispetto a quanto ci dicano le centraline fisse
b) in bicicletta si respirano meno inquinanti rispetto a chi fa lo stesso percorso in auto.
Non si tratta di novità ma pensiamo utile riproporre ugualmente lo studio pubblicato nel 2006 dall’Ingegnere Chimico Martino Caranti Il ciclista respira meno inquinanti dell'automobilista.pdf.
Un articolo pubblicato sulla rivista Health Promotion Journal of Australia che studia e confronta l’esposizione agli inquinanti atmosferici di lavoratori che si muovono in auto, treno, bus, bicicletta ed a piedi a Sidney conferma quanto segue:
a)l’esposizione agli inquinanti atmosferici è molto più alta all’interno delle auto rispetto all’esterno (l’auto, tra tutti i mezzi studiati, è risultato quello che espone alla massima concentrazione di inquinanti; questo fatto è già ben noto in letteratura);
b)i ciclisti (ed anche i pedoni) sono esposti a livelli molto inferiori di benzene rispetto agli occupanti delle auto e livelli decisamente inferiori di biossido d’azoto rispetto agli occupanti dei bus.
I volontari che si sono sottoposti all’analisi hanno percorso il tragitto casa-lavoro (almeno 30 minuti al giorno) con il loro mezzo abituale per due distinte settimane.
In media i partecipanti che hanno utilizzato l’auto hanno viaggiato 403 minuti/settimana, quelli che hanno utilizzato il bus 276 minuti/settimana, i pendolari in treno 331 minuti/settimana, i ciclisti 351 minuti/settimana ed i pedoni 299 minuti/settimana.
Riportiamo di seguito i risultati principali ottenuti dall’analisi dei campioni (medie geometriche), limitandoci all’inquinante benzene in quanto componente più significativo della ricerca:
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Benzene
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Auto
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12.29
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Bus
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6.94
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Bicicletta
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6.17
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Treno
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3.77
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Pedone
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5.70
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Fonte: Chertok M. et al, Comparison of air pollution exposure for five commuting modes in Sidney – car, train, bus, bicycle and walking – Health Promotion Journal of Australia, 2004;15:63-67
Gli autori concludono che l’utilizzo di sistemi su rotaia (treno) e sistemi che stimolano l’attività fisica (ciclisti e pedoni) risultano valide alternative all’utilizzo dell’auto per ridurre l’esposizione personale agli inquinanti (BTEX in particolare).
Un altro articolo specifico sull’esposizione agli inquinanti a Copenhagen ribadisce il concetto tramite un esperimento sul campo: “squadre di due ciclisti e di due autisti di auto sono state dotate di campionatori d’aria personali mentre si muovevano per 4 ore in due giornate differenti nel traffico mattutino di Copenhagen. Il prodotto raccolto dai carboni attivi dei campionatori è stato analizzato per rilevare il contenuto di benzene, toluene, etilbenzene e xilene (BTEX) ed i filtri dell’aria per rilevarne il contenuto di polveri. Quindi, anche dopo aver considerato la maggiore velocità di respirazione del ciclista, gli autisti di autovetture risultano essere più esposti all’inquinamento atmosferico rispetto ai ciclisti.”
Fonte: Rank J., Folke J., and Jespersen P.H. 2001. Differences in cyclists and car drivers exposure to air pollution from traffic in the city of Copenhagen. Science of the Total 279: 131-136.
E' ormai da molti anni che, nella letteratura scientifica, si è consolidato il dato che chi va in bicicletta respira molti meno inquinanti rispetto a chi utilizza qualsiasi altro mezzo. Negli ultimi anni uno studio effettuato a Londra mette in evidenza come, ad esempio chi viaggia in metropolitana, arrivi a respirare anche otto volte la quantità di inquinanti respirata da chi va in bicicletta lungo uno stesso tragitto. Studi analoghi in differenti città (Colonia e Copenhagen) hanno dimostrato, che chi va in bicicletta respira molti meno inquinanti rispetto a chi utilizza qualsiasi altro mezzo; in particolare tra gli utilizzatori di auto, si è visto che coloro che utilizzano i condizionatori d'aria sono soggetti alle più alte concentrazioni interne all'abitacolo. Il dato non deve stupire. Non esistono filtri (tra quelli installati sui veicoli) in grado di trattenere polveri micrometriche. E men che meno sono utilizzati sistemi per ridurre l'immissione di inquinanti gassosi (benzene, toluene, xileni, ecc...) nell'abitacolo (e quindi nei polmoni). Viene spesso citato il fatto che il ciclista respiri più velocemente di chi va, ad esempio in auto o su un mezzo pubblico. Prendendo come dato consolidato questo punto (si potrebbe discutere anche su questo - è noto che una persona allenata respira meno frequentemente di uno meno allenato -) in alcuni studi si è visto che la stessa persona (e questo rende la prova interessante ma anche limitativa) arriva a respirare sino a 2.3 volte sotto sforzo rispetto alle condizioni "a riposo". Considerando anche le peggiori condizioni, comunque, numeri alla mano, il ciclista è sempre l'utente che respira meno inquinanti di tutti (questo non vuole dire che non respiri niente di nocivo, ma solo che, a parità di condizioni, l'utilizzo della bicicletta è più "salutare" di altri mezzi...). Nella competizione tra ciclista e pedone, ad assicurarsi il titolo di mezzo di spostamento a meno nocività risulta chi va a piedi, almeno stando a uno studio coordinato da Jonathan Grigg della Barts and London School of Medicine 2 (settembre 2011), secondo il quale nei ciclisti la quantità di black carbon presente nei macrofagi è risultata oltre il doppio (2,3 volte) rispetto a quella dei "pedoni". Alcuni autori mettono in discussione il risultato della ricerca per l’esiguità del campione: solo 5 ciclisti e 5 pedoni. Comunque sia pedoni e ciclisti assorbono meno della metà degli inquinanti di chi va in auto. Va infine ricordato un altro punto significativo: un bambino trasportato a scuola in bicicletta sul seggiolino apposito non è soggetto ad iperventilazione da sforzo. Quindi il trasporto a scuola dei bambini in bicicletta è di gran lunga il sistema meno inquinante (per noi, ma soprattutto per loro) oggi esistente nelle nostre città.
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